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C’è chi considera il viaggio un’uscita momentanea dalla solita routine e chi, invece, ne ha fatto la propria bussola di vita. Diana Bancale, ideatrice del celebre blog In Viaggio da Sola, appartiene indubbiamente alla seconda categoria. Con la sua energia autentica e la sua capacità di raccontare il mondo senza filtri, Diana è diventata negli anni un punto di riferimento fondamentale per chiunque sogni di esplorare nuove mete in totale autonomia.

Intervista a Diana Bancale di “In viaggio da sola”

Dai primi passi lontana da casa fino alle sfide dell’imprenditoria digitale, passando per retroscena meno romantici, incontri speciali e il significato più profondo della solitudine, Diana si è messa a nudo in questa chiacchierata speciale per The Lost Stregatta.

Un’intervista intima, professionale e ricca di spunti di riflessione, dedicata a chi vuole trovare il coraggio di uscire dalla propria comfort zone o semplicemente a chi ama lasciarsi ispirare da storie di libertà e indipendenza.

Buona lettura


Intervista esclusiva a Diana Bancale: viaggi, libertà e il coraggio di vivere secondo le proprie regole

Partiamo dall’inizio. Ti ricordi il momento esatto in cui hai capito che viaggiare da sola non sarebbe stato solo un modo di partire, ma uno stile di vita?

In un certo senso lo ho sempre saputo, nel senso che l’indipendenza mi ha accompagnata un po’ in tutte le fasi della mia vita. Il momento che però mi ha dato il segnale di quello che sarebbe stato il mio futuro stile di vita è stato quel treno per Parma, a 18 anni, da sola, per andare a vivere fuori casa lontana km e km dalla mia famiglia e dagli amici. Quello è stato il primo lunghissimo grande viaggio da sola che mi ha svoltato la vita.

“In Viaggio da Sola” è diventato uno dei punti di riferimento in Italia per chi sogna di partire in autonomia. Se dovessi raccontare il tuo progetto a chi non ti conosce in tre parole, quali sceglieresti e perché?

“Consigli (per) viaggiatrici solitarie”. Lo spirito del mio blog era ed è quello di condividere la mia passione, non così usuale, con altre persone con un desiderio simile. In realtà poi parlo spesso anche ad un pubblico più ampio di persone di tutti i generi che non hanno mai provato ma vorrebbero provare a viaggiare da sole. O anche chi non ha nessuna intenzione di provare ma è curioso di leggere i miei racconti di viaggio.

Hai trasformato una passione in un lavoro. Qual è stata la sfida più grande nel passare dall’essere una viaggiatrice all’essere anche un’imprenditrice digitale?

Sicuramente la prima e più ovvia sfida è stata quella di trovare una quadra con i guadagni del blog, che, ci tengo a evidenziarlo, non sono affatto immediati. Una volta trovato un equilibrio economico, una grande sfida è per me quella di riuscire a separare il viaggio di piacere dal lavoro. Molto spesso infatti anche se sono in vacanza ho la fortissima tentazione di documentare tutto, magari in diretta, a discapito del mio relax e tempo libero.

Molte persone pensano che viaggiare da soli significhi essere soli. Tu, invece, cosa hai scoperto sulla solitudine viaggiando?

Io credo di aver imparato di più dai miei anni di viaggi in solitaria che da quelli di università e master. E quello che ho capito è che esattamente l’opposto di quanto si può credere. Ho scoperto che la solitudine può essere un peso o un regalo a seconda del proprio stato d’animo e che anch’essa è preziosa e ti aiuta a conoscerti moltissimo. E poi soprattutto le volte in cui viaggio sola sono quelle in cui spesso sono meno sola e faccio più amicizia di quando invece sono magari in coppia o in gruppo.

C’è stato un viaggio che ti ha cambiata profondamente? Quello dopo il quale hai capito che non saresti più tornata la stessa?

Ad ogni viaggio mi sento come un personaggio di un videogioco che acquisisce nuove skills, quindi è come se fosse una continua evoluzione. Sono sempre io però, solo con maggiore sensibilità, consapevolezza e apertura verso il mondo. Non c’è solo un viaggio che potrei indicare ma ogni singola partenza ha fatto sì che io sia quella che sono ora.

I social mostrano spesso il lato più bello dei viaggi. Qual è invece la parte meno romantica che il pubblico vede raramente?

Per me la parte delle mille foto per ottenere lo scatto perfetto, specialmente nei luoghi molto turistici, magari facendo la fila. Io in quei casi di solito faccio qualche scatto e basta, il resto lo racconterò con le parole.

Hai visitato tantissimi Paesi. Esiste una destinazione che continui a sentire “casa”, anche se casa non è?

Miami, dove ho studiato inglese dopo la laurea in un college per 6 mesi. Forse il periodo più divertente della mia vita. Ci sono tornata una decina di volte ed ogni volta sento una connessione fortissima con questa città.

Se dovessi scegliere un solo viaggio da rifare identico, senza cambiare nulla, quale sarebbe?

Australia, l’ultimo che ho fatto. Senza l’ansia di vedere tutto e scegliendo le cose che mi piacevano veramente.

C’è invece un viaggio che oggi organizzeresti in modo completamente diverso?

Molti, soprattutto quelli che facevo all’inizio con pochissima preparazione. Adesso che sono più grande e attenta, mi preparerei un po’ meglio.

Hai mai pensato: “Questa volta forse ho esagerato”? Raccontaci un momento in cui hai davvero avuto paura.

Sul momento è raro che io abbia paura però pensando ad alcuni episodi in seguito o magari raccontandoli mi rendo conto che a volte faccio cose che molti non farebbero. Non tanto per episodi pericolosi ma più che altro sfacchinate epiche, trasferimenti lunghissimi e scomodi, viaggi notturni…

Quegli episodi però sono allo stesso tempo ciò che ricordo con maggiore intensità.

Intervista escusiva a Diana Bancale di "Inviaggiosasola"Viaggiare da sola viene spesso visto come un gesto di grande coraggio. Tu ti senti una persona coraggiosa o semplicemente molto curiosa?

Io mi sento molto coraggiosa e incredibilmente curiosa di tutto ciò che mi circonda e che non conosco.

Dopo tanti anni in viaggio, cosa ti emoziona ancora come il primo giorno?

Quel momento in cui l’aereo atterra in un posto che non ho ancora mai visto e io sono sola, pronta a partire alla scoperta. Mi vengono sempre le lacrime agli occhi.

Hai imparato più dai luoghi che hai visitato o dalle persone che hai incontrato lungo la strada?

Tutto fa parte del bagaglio di conoscenza che ho appreso dai viaggi. 

Esiste un pregiudizio sul viaggio in solitaria che ti piacerebbe vedere sparire una volta per tutte?

Per fortuna mi sembra ce ne siano sempre meno. Quello che però mi piace ribadire è che nella maggior parte dei casi (o almeno nel mio) viaggiare da soli non è un ripiego ma una scelta ben voluta e consapevole. Ci sono viaggi per esempio che molti amici, fidanzato o follower vorrebbero fare con me che però io voglio assolutamente fare da sola.

C’è una domanda che ricevi continuamente e alla quale ormai rispondi quasi automaticamente?

“Ma chi te le fa le foto se viaggi da sola”? Il cavalletto, un passante, il telefono su un muretto, una persona conosciuta in viaggio, faccio un selfie o chi è con me in viaggio, perché anche se amo viaggiare da sola non viaggio SEMPRE da sola, e soprattutto spesso faccio amicizia.

Il tuo lavoro ti porta spesso lontano da casa. Come riesci a trovare un equilibrio tra la voglia di partire e il bisogno, ogni tanto, di fermarti?

Ci sono periodi in cui sono veramente una trottola impazzita, magari perché si accavallano progetti e viaggi di lavoro e altri molto più tranquilli. Quando ho poche partenze in vista cerco di godermi la mia vita e routine a Tenerife, facendo tante cose che mi piacciono. Se poi mi stanco di stare ferma, semplicemente compro un biglietto aereo, fosse anche per una fuga di un dine settimana.

Se potessi invitare i lettori a uscire dalla loro comfort zone con un solo consiglio, quale sarebbe?

Per migliorare bisogna passare attraverso la scomodità. Spesso è sgradevole ma quando lo fai, dopo ti senti davvero un leone. E vale per tutti gli ambiti della vita.

Domanda un po’ più personale. Viaggiare da sola ti ha resa più selettiva anche nei rapporti umani? Dopo aver imparato a stare così bene con te stessa, è diventato più difficile trovare qualcuno con cui scegliere davvero di condividere il viaggio?

Sì, soprattutto a livello di amicizie e persone con cui passo il tempo libero. Viaggiare mi da ogni volta così tanti stimoli e mi lascia così tanta ricchezza che non amo regalare il tempo a persone che non mi stimolino o lascino qualcosa di buono.

Ti è mai capitato di vivere una storia d’amore nata durante un viaggio che avrebbe meritato un finale diverso? Oppure credi che alcuni incontri siano belli proprio perché destinati a durare solo il tempo di un viaggio?

Nei pochi periodi in cui sono stata single durante i miei viaggi mi sono capitate alcune storie. Anche se non sembra sono una grande romantica e odio gli addii, quindi diciamo che nella maggior parte delle volte mi sono trovata a sognare che potessero continuare.  

Domanda scomoda: pensi che siano gli uomini a faticare a stare al passo con una donna così indipendente, oppure sei tu che, dopo aver imparato a bastarti, fai molta più fatica ad accontentarti?

Sono certa che non sia semplice stare vicino ad una donna molto indipendente. Io stessa al contrario se avessi un lavoro standard non vorrei un partner che facesse il mio lavoro.

C’è chi sostiene che chi viaggia continuamente stia sempre scappando da qualcosa. Tu cosa rispondi a questa affermazione?

Che probabilmente ha una parte ragione…

Se oggi dovessi ripartire da zero, senza blog, senza community e senza la notorietà che hai costruito negli anni, rifaresti esattamente la stessa scelta?

Probabilmente nel mondo di oggi dei social no, lo trovo molto inflazionato e con poca originalità. Sicuramente però lavorerei nel mondo del turismo, magari come giornalista per qualche magazine o testata di viaggi.

Immagina di poter parlare alla Diana di dieci anni fa, quella che stava per partire da sola. Qual è l’unica frase che le diresti?

Più che dieci sono 25 anni fa… ad ogni modo le direi: “Tesoro mio, hai davanti una vita bellissima, non avere mai paura di fare quello che ti senti nel cuore”.

E adesso una domanda in stile The Lost Stregatta: qual è quella piccola abitudine, quel rituale o quell’oggetto che non manca mai nella tua valigia e che, in qualche modo, racconta chi sei più di mille fotografie?

Credo un piccolo specchietto da viaggio rosa…anche in viaggio amo sentirmi sempre in ordine.

Per concludere: cosa significa oggi, per Diana Bancale, sentirsi davvero “a casa”?

La verità è che non lo ho ancora scoperto. Mi sento a casa un po’ ovunque e allo stesso tempo da nessuna parte. Ma questa è diventata la mia comfort zone. Appena mi sento troppo a casa, avverto il bisogno di ripartire.

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